Wasteland 3 : The Battle of Steeltown – Recensione

PC PS4 Xbox One

The Battle of Steeltown, prima espansione di Wasteland 3, ha un’anima rovente come il cuore di una fornace, ma le fiamme sono di breve durata. Vediamo un po’ se ne vale la pena.

Sviluppatore / Publisher: inXile Entertainment / inXile Entertainment Prezzo: 11,59€ Localizzazione: Testi Multiplayer: Cooperativo PEGI: 18 Disponibile Su: PC (Steam, GOG), PS4, Xbox One

Sapevo che concedere troppa confidenza al Patriarca non sarebbe stata una buona idea: non soddisfatto di averci spediti a risolvere i suoi problemi familiari con la diplomazia propria del piombo nell’originale Wasteland 3, ha ora un nuovo compito per i Ranger.




Steeltown è l’anima metallurgica del Colorado, una gigantesca fabbrica sorta dalle ceneri della città di Pueblo dedita alla costruzione di tutto quello che possiede un’anima meccanica, dai semplici veicoli ai robot da guerra. Quando i rifornimenti vengono inspiegabilmente interrotti giunge il momento di indagare, scavando a fondo nelle sue budella meccaniche per scoprire il motivo del ritardo. Tutto quello che serve è un party di livello 9 e la volontà di accedere alla mappa, dove verremo contattati via radio per ricevere una nuova missione con cui aprire le danze; qualora aveste già terminato il gioco principale niente paura, perché il livello dei nemici verrà scalato in base a quello del party, garantendo una sfida equilibrata. The Battle of Steeltown offre un’esperienza intensa, condensando in circa sette ore di durata una discreta serie di scelte etiche che, come il gioco base ha brillantemente insegnato, avranno un impatto sul finale della vicenda.

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Un ologramma cerca di tenere a bada una folla inferocita. C’è qualcosa di losco tra le pareti di Steeltown.

Proprio per questo uno dei primissimi compiti ci vedrà intenti a sedare una insurrezione, scegliendo con chi schierarci e come negoziare con i lavoratori. Imbottirli di proiettili per rispedire al lavoro i colleghi senza troppe cerimonie sarebbe potenzialmente la strada più facile per un gruppo equipaggiato di tutto punto, ma risparmiarli permetterà di guadagnare fiducia da parte della reticente Abigail Markham, l’amministratrice della città.

SOLITA STORIA, NUOVI GIOCATTOLI

Proprio per questo le armi non letali rappresentano una delle novità introdotte dall’espansione: causano danni irrisori ma aumentano un apposito contatore che metterà il malcapitato fuori combattimento una volta accumulate dieci “cariche”. Non è l’unica innovazione, visto che i nemici vedranno espandere le proprie abilità belliche con robot clonati dal Power Loader di Aliens che si accaniranno contro un elemento designato del party travolgendo chiunque si trovi sul suo percorso, assieme a unità di supporto pronte a proteggere i compagni generando scudi elementali. Tutto quello che serve per spiazzare una pattuglia di ranger veterana, ma fortunatamente potremo mettere le mani su a nuove armi come lo spara catrame, uno strumento infernale che incrementerà il danno da fuoco man mano che il bersaglio continuerà ad essere irrorato di pece rovente.

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Gli scudi si dissipano col tempo o se colpiti dal giusto danno elementale. Inutile dire che complicano sensibilmente i combattimenti.

Il nuovo equipaggiamento potrà essere rinvenuto in giro o addirittura creato grazie al nuovo sistema di crafting, una delizia introdotta nella patch 1.4.0 con cui trasformare cianfrusaglie varie in munizioni e gingilli decisamente più interessanti, a patto di avere le risorse e le competenze adatte. Se poi vi sentite particolarmente fortunati potreste imbattervi nei lingotti di Tellurium, vitali per creare gli oggetti più rari di Steeltown.

SARÀ INTERESSANTE VEDERE IL RUOLO RICOPERTO DALLE ARMI NON LETALI NELL’ECONOMIA DI WASTELAND 3

Per quanto breve, The Battle of Steeltown è scritto piuttosto bene e riesce a intrecciarsi con quanto vissuto nell’avventura principale garantendo una continuità credibile; se ad esempio avete risolto un paio di quest secondarie in Wasteland 3 potreste incontrare nuovamente i loro protagonisti, trasferiti nella nuova città e pronti a dare una mano. Al netto di qualche bug della prima ora, The Battle of Steeltown si conferma un’espansione ben riuscita, grazie anche all’eccellente prezzo; i dubbi sorgono riguardo al ruolo che le armi non letali potrebbero avere all’interno dell’economia di Wasteland 3, al momento limitato alla sola Steeltown, ma sono quesiti che potremo soddisfare solo in futuro.

In Breve: Poco meno di dodici euro sono un affarone per tornare nuovamente a calcare le gelide lande del Colorado, e Wasteland 3: The Battle of Steeltown offre un quantitativo di contenuti sufficiente a ingolosire anche i Ranger più induriti. Non dura molto, ma nella botte piccola c’è un vino meritevole di essere assaporato.

Piattaforma di Prova: PC
Configurazione di Prova: Intel i7, 16 GB RAM, Nvidia Geforce GTX 1070, SSD
Com’è, Come Gira: Le patch hanno reso Wasteland 3 un gioco più stabile rispetto all’anno scorso, e con la configurazione di prova il gioco non ha dato alcun problema. L’espansione presenta tuttavia qualche piccolo bug che ci ha costretto a ricaricare un paio di salvataggi. Nulla di grave complessivamente.

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Pro

  • Molte nuove opzioni rendono il combattimento fresco anche per i veterani / Interessanti scelte morali che influenzano lo sviluppo della storia / Ottimo rapporto qualità/prezzo.

Contro

  • Può essere completato in sette ore, anche meno se puntate direttamente alla fine / Qualche bug della prima ora.
7.6

Buono

Il retrogamer della redazione, capace di balzare da un Game & Watch a un Neo Geo in un batter di ciglio, come se fosse una cosa del tutto normale. Questo non significa che non ami trastullarsi anche con giochi più moderni, ma è innegabile come le sue mani pacioccose vibrino più gaudenti toccando una croce digitale che una levetta analogica.

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